Samsung Blue Earth, il cellulare ecologico quanto è davvero ecologico?

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Si pubblicizza come il cellulare più amico dell’ambiente il cellulare ecologico Samsung Blue Earth, arrivato nei mesi scorsi in Italia distribuito da Vodafone. Un cellulare sicuramente innovativo, che da un lato utilizza i più recenti avanzamenti tecnologici e dall’altro punta molto sulla semplicità dei componenti e della progettazione al fine di ridurre al minimo l’impatto ambientale, sia nella produzione che nell’utilizzo e riciclo.
Per farvela molto breve, è infatti realizzato con plastica riciclata (PCM) e possiede un  piccolo pannello solare posto sul retro che può fungere da ricarica secondaria, fornendo il necessario per alimentare il telefonino per una quindicina di minuti di conversazione e inviare diversi messaggi.

ll Samsung Blue Earth si definisce un telefono eco-sostenibile anche perché realizzato con plastica riciclata dalle bottiglie dell’acqua e senza sostanze nocive comunemente usate nell’industria, quali ritardanti di fiamma brominati, berillio e plastificanti a base di ftalati. Utilizza anche un caricabatterie con un’alimentazione di stand-by inferiore a 0,03W ed è dotato di un’interfaccia che incorpora una modalità Eco che attiva in un sol colpo tutte le funzionalità di risparmio energetico, dalla luminosità dello schermo alla durata della retroilluminazione fino al Bluetooth.

Ma quanto è davvero ecologico un prodotto di questo tipo?
Premesso che per dirsi davvero ecologicoun telefonino dovrebbe essere realizzato interamente in materiale biodegradabile e non inquinante – cosa che ovviamente il Samsung Blue Earth non è – questo cellulare al di là della astuta mossa di marketing di Samsung ha in effetti dei contenuti innovativi, che spero possano diventare norma nell’industria dei cellulari.
Anzitutto il fatto di usare plastica riciclata ed essere più efficiente dal punto di vista energetico, riducendo al minimo lo spreco energetico. In secondo luogo, il fatto di avere una ricarica di fonte solare (comunque secondaria) è un passo in avanti e non è detto che questa modalità di ricarica non possa diventare più efficiente in futuro.
Quindi, chiarendo bene il concetto, ecologico al 100% questo cellulare non lo è, ma sicuramente è una sperimentazione interessante ed un passo in avanti. Altre cose, come l‘applicazione contapassi che calcola la riduzione delle emissioni di CO2 ottenuta in virtù dagli spostamenti a piedi, con tanto di indicazione del numero di alberi salvati, mi sembrano un po’ artefatte e di zero utilità anche a livello di promozione di una vera cultura ambientale, una cosa giusto per rinforzare il posizionamento green del prodotto, ma nel complesso è un’iniziativa da seguire con simpatia e interesse.
Dimenticavo l’ultima cosa, il prezzo: attualmente sui 300 Euro, un bel po’ sopra rispetto a prodotti con prestazioni analoghi ma più inquinanti, vediamo come il pubblico accetterà di pagare il sovrapprezzo a cambio di un minore impatto ambientale, in altri settori questo spesso non è avvenuto, sarà interessante capire se avverrà tra i cellulari.

 

Samsung Blue Earth, il cellulare ecologico quanto è davvero ecologico?ultima modifica: 2010-12-22T15:41:20+01:00da energygreen
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