Il rapporto Energy Revolution di Greenpeace, questo sconosciuto


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Davvero imperdibile il rapporto Energy Revolution redatto da Greenpeace, uno studio dove vengono evidenziate le prospettive di crescita delle fonti rinnovabili in Italia per i settori della generazione elettrica, produzione di calore, e trasporti, se solo venissero fossero seguite alcune linee guida fondamentali.

Secondo questo rapporto, oggi in Italia ancora oltre il 93% dell’energia proviene da combustibili fossili inquinanti. Se invece venisse messa in atto una chiara strategia di transizione verso un sistema energetico sostenibile, nel nostro paese 2050 le fonti rinnovabili sarebbero in grado di coprire il 60% della domanda di energia primaria del paese con una riduzione dei gas serra pari al 71% rispetto al 1990.

Ma allora perché in Italia si continua ad utilizzare il carbone?

In Italia, l’uso delle fonti fossili e delle tecnologie non sostenibili sono puntualmente finanziate in quanto definite “fonti energetiche assimilate”. Con questa identificazione puramente italiana, ogni anno (nel rapporto viene portato ad esempio il 2007) circa l’80% dei sussudi elargiti alle rinnovabili vengono in realtà assegnati alle fonti assimilate ed è per questo motivo che vengono finanziati più facilmente gli inceneritori piuttosto che le nuove tecnologie “verdi”. Su questo metodo di assegnazione la Commissione europea ha anche aperto una procedura di infrazione contro l’Italia. Ma i “guai” ecologici non si fermano qui.

Il protocollo di Kyoto stabiliva per l’Italia un taglio delle emissioni di Co2 del 6.5% rispetto al 1990, nel periodo 2008-2012. Fino ad oggi sono aumentate del 10%. In che modo il nostro Paese ha intenzione di continuare ad andare avanti con la propria politica “ambientale”? E’ ancora possibile creare una società sostenibile? Sì, secondo Greenpeace. Ma il tempo è poco ed è assolutamente necessario un cambio di rotta immediato.

Prima d’ora non c’era mai stata una emergenza ambientale di questo tipo e l’umanità è costretta ad affrontarla e in fretta se vuole salvaguardare la salute del pianeta e la vita dei propri abitanti, dato che ad oggi, sono trecentomila i morti ogni anno dovuti ai cambiamenti climatici in corso. Oltretutto, l’Italia è uno dei Paesi europei più a rischio in quanto la penisola si estende nel Mediterraneo, un’area che sarà colpita a breve da fenomeni di desertificazione e scarsità idrica. Regioni come la Sardegna, la Sicilia e la Puglia stanno in parte già scontando gli effetti negativi del loro futuro già scritto se non saranno posti dei freni allo sviluppo non sostenibile. Ma non sarà solo il sud a soffrire delle conseguenze: il fenomeno dell’erosione ucciderà le nostre coste e l’elevata temperatura farà scomparire i ghiacciai alpini, già attualmente in fase di lento declino. Addirittura entro il 2080 si prospetta che non ne esisterà più neanche uno in Italia.

Energy Revolution Italia si fonda sulle proiezioni dello scenario europeo effettuato dall’EREC (European Renewable Energy Council) e Greenpeace International, il cui scopo è “dimostrare che le emissioni europee di co2 possono essere ridotte di circa l’80% entro il 2050”.

Fonti: AtlantiswayGreenpeace


 

Il rapporto Energy Revolution di Greenpeace, questo sconosciutoultima modifica: 2010-10-17T12:22:12+02:00da energygreen
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