Un’isola di plastica nel mezzo del Pacifico: il Pacific Trash Vortex

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“Ragazzo, posso dirti una parola? Plastica, il futuro è nella plastica”.
Era il 1967 e il ragazzo in questione era Dustin Hoffman nel ruolo di Benjamin Braddock in un film che ha fatto epoca, Il Laureato.

Certo, una cosa che Benjamin Braddock non poteva sapere è che il futuro in questione sarebbe apparso meno roseo di quanto non fosse possibile immaginare 40 anni fa. Tutta la plastica prodotta in qualche modo deve essere smaltita e la cosa non è esattamente semplice.

Si è fatto un gran parlare negli ultimi mesi del cosiddetto Pacific Trash Vortex, un vortice di correnti che ha prodotto nel bel mezzo del Pacifico una enorme isola di plastica, la cui superficie stimata va dai 700.000 km² fino a più di 15 milioni di km², pari a tre volte la superficie della penisola iberica.
La plastica sarebbe per il 20% risultato di container dispersi in mare e per l’80% di rifiuti provenienti dalla terraferma, principalmente dal Nord America.
Ovviamente questa alea sulle dimensioni dell’isola ha fatto scatenare la dietrologia in rete, con scettici di vario orientamento che gridano al “complotto ecologista”, chiedendo come mai non sia stata misurata esattamente questa isola di detriti di plastica, piuttosto che come mai non sia stata filmata e fotografata in modo da presentare evidenze non equivoche della sua esistenza.

Per tutti i dubbi esistono diverse spiegazioni, che tuttavia dovranno essere approfondite nei prossimi anni se si vuole tarpare le ali ai negazionisti che gridano al complotto.

Questa enorme isola di plastica non è facilmente misurabile e fotografabile per una serie di ragioni. L’isola è traslucida e non localizzabile dai satelliti: è composta infatti principalmente da pezzi di plastica che si sono fotodegradati in pezzi sempre più piccoli, fino alle dimensioni dei polimeri che la compongono (la cui ulteriore biodegradazione è molto difficile), mentre i pezzi più grossi non ancora degradatisi stanno normalmente sotto il livello dell’acqua. Questo fa sì che l’unico modo per studiarla è direttamente da un’imbarcazione (es. vedi video, uno dei tanti che i negazionisti potrebbero vedersi per fugare qualche dubbio).

 


Ma quali sono gli impatti di questa isola di plastica e ci sono conseguenze per l’uomo? In sostanza si, la fotodegradazione della plastica può produrre inquinamento  da PCBs, con l’ingresso nella catena alimentare della plastica, cosa dalle conseguenze facilmente immaginabili.
Rimane da capirne di più ovviamente, ma ce n’è già abbastanza per avere come punto in agenda di massima importanza il riciclo della plastica.

Un’isola di plastica nel mezzo del Pacifico: il Pacific Trash Vortexultima modifica: 2010-08-23T10:28:01+02:00da energygreen
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