Marea nera: finalmente la BP riesce a combinare qualcosa…

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Dopo i primi tentativi infruttuosi, finalmente la British Petroleum sembra stia riuscendo a combinare qualcosa di buono per arginare il disastro ambientale della marea nera del Golfo del Messico: nella notte la soluzione “siringone” ha avuto il suo primo successo e ora il tubo aspiratore calato dalla BP sta aspirando circa un quinto del greggio fuoriuscito, cioè circa 1.000 barili di petrolio al giorno, con un picco di 2000 barili.

Secondo il responsabile dell’exploration and production di British Petroleum, Doug Suttles, grazie al tubo-siringa inserito nel pozzo “ BP è riuscita ad aspirare oltre 1.000 barili di greggio e puntiamo ad incrementare il tasso a 2.000 barili, ma questa non è la soluzione definitiva: serve solo a limitare la fuoriuscita di petrolio, non è in grado di fermarla. Ora però siamo pronti per la procedura top kill che avvieremo nel fine settimana“. La soluzione consiste essenzialmente nell’iniettare nel pozzo sostanze più pesanti dell’acqua e del petrolio, fanghi in particolare, ad una velocità tale da bloccare la fuoriuscita di gas e petrolio.

In sostanza, l’inserimento del tubo-siringone è stato il primo, parziale, successo dopo oltre quattro settimane di sforzi per bloccare la marea nera uscita dalla piattaforma Deepwater Horizon, oltre che il primo tentativo che non ha peggiorato la situazione: ora bisognerà vedere se la soluzione denominata “top kill” riuscirà a chiudere (definitivamente?) la falla.

Intanto il presidente USA Barack Obama chiede una commissione d’inchiesta per appurare ufficialmente le cause dell’incidente della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, saltata in aria il 20 aprile scorso e le responsabilità vere dei protagonisti, che per ora altro non hanno fatto che un indegno scaricabarile.

Marea nera: finalmente la BP riesce a combinare qualcosa…ultima modifica: 2010-05-18T07:53:31+02:00da energygreen
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