Attivisti Greenpeace travestiti da oranghi protestano contro Nestlè

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Una protesta organizzata da Greenpeace che ha coinvolto tutte le sedi Nestlè del mondo (vedi sopra in Cina) ha avuto il suo climax ieri a Losanna durante l’assemblea degli azionisti del colosso dell’alimentazione svizzero. Una trentina di attivisti Greenpeace, travestiti da oranghi, hanno invaso assemblea azionisti Nestlè, chiedendo agli azionisti di dare un “break” anche alle foreste e smettere di basare il loro profitto sulla distruzione di queste, che minaccia di estinzione diverse specie animali, tra cui appunto gli oranghi delle foreste.

Gli attivisti di Greenpeace travestiti da oranghi hanno esposto uno striscione con cui si chiedeva a Nestlé di non utilizzare olio di palma proveniente dalla distruzione delle foreste indonesiane.

Spega meglio la questione Chiara Campione, responsabile della campagna foreste di Greenpeace Italia: «Chiediamo adesso e oggi a Nestlé di cambiare le proprie  KitKatstrofiche politiche di acquisto. Procurandosi olio di palma e carta  proveniente dalla deforestazione, Nestlé è causa di disastri ambientali come il cambiamento climatico e l’estinzione degli ultimi oranghi. Allo stesso tempo Nestlé continua a perdere credibilità, non prendendo nessuna misura concreta nonostante le denuncie di Greenpeace e le richieste di centinaia di migliaia di consumatori. Per questo chiediamo all’intera assemblea degli azionisti di garantire che i prodotti Nestlé non siano contaminati da prodotti della Sinar Mas».

Per spiegare chi è la Sinar Mas dobbiamo tornare un attimo indietro allo scorso 17 Marzo, quando Greenpeace aveva lanciato una campagna per denunciare il ruolo di Nestlé in fenomeni come quello della deforestazione delle ultime foreste torbiere indonesiane e in risposta alle denuncie di Greenpeace, la multinazionale svizzera Nestlé aveva interrotto i propri contratti di fornitura diretti con questa azienda, Sinar Mas, che le vendeva l’olio di palma: peccato che Nestlé abbia continuato a comprare olio di palma di Sinar Mas attraverso aziende terze come Cargill nonostante le migliaia di e-mail e fax inviate da consumatori che hanno chiesto di fermare la KitKatastrofe e impedire all’olio di palma di Sinar Mas e alla carta per il packaging dei prodotti di APP (multinazionale di proprietà della Sinar Mas) di contaminare la filiera dei prodotti a marchio Nestlé.

Greenpeace ha, inoltre, pubblicato, nuove prove fotografiche che dimostrano come Sinar Mas continui imperterrita la distruzione di preziose foreste torbiere e aree forestali ad Alto Valore di Conservazione (HCV) nonostante l’impegno a fermarsi.
Tutto ciò ha fatto da detonatore alla clamorosa protesta di Greenpeace al meeting annuale degli azionisti Nestlé.

Attivisti Greenpeace travestiti da oranghi protestano contro Nestlèultima modifica: 2010-04-17T21:00:30+02:00da energygreen
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