22/01/2010

Eolico offshore: crescita record in Europa

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eolico.jpgIl 2009 è stato un anno record per quanto riguarda l'eolico offshore e il 2010 promette di non essere da meno. Secondo i dati diffusi dall’European Wind Energy Association (EWEA), l'associazione di riferimento di imprese e organizzazioni operanti nel settore dell'energia eolica, nel 2009 sono state inaugurate nel vecchio continente otto nuove wind farm per un totale di 199 turbine off-shore e una potenza di 577 MW collegata alla rete europea. Questo significa un incremento del 54% rispetto ai 373 MW installati nel corso del 2008. A guidare le nuove istallazioni il Regno Unito con 284 MW, quindi la Danimarca con 230 MW e la Svezia (30 MW); seguono la Germania (30 MW) e la Norvegia (2,3 MW).
Per il 2010 l’EWEA si attende una ulteriore accelerazione della potenza installata, grazie al completamento di ulteriori 10 parchi eolici offshore in Europa, cosa che dovrebbe portare all’aggiunta di nuova capacità installata di 1 GW equivalente ad un’ulteriore crescita del 75%. Analoga la dinamica lato fatturato dell'industria dell'eolico, coi circa 1,5 miliardi di euro di fatturato dell’industria di settore nel 2009 che dovrebbe raddoppiare a circa 3 miliardi nel 2010.

A fare la parte del leone ancora una volta la Gran Bretagna, paese già leader di settore, dove il governo ha appena annunciato un ambizioso piano da 75 miliardi di sterline (pari 83 miliardi di euro) per costruire nove centrali eoliche offshore. Le nuove centrali, una volta entrate a regime, genereranno la bellezza di 25.000 megawatt di potenza, sufficienti a soddisfare il fabbisogno energetico di circa metà delle abitazioni britanniche.

Attualmente la Gran Bretagna possiede già 228 turbine offshore, ma la potenza complessiva non supera i 688 megawatt. Le nuove turbine, invece, saranno molto più grandi, e saranno costruite a quasi duecento chilometri dalla costa nel Mare del Nord. La loro costruzione equivarrà, in termini di energia prodotta, alla costruzione di 21 centrali nucleari. Per quanto riguarda i tempi, dipenderanno dalla capacità di finanziare effettivamente il progetto da parte del governo inglese, anche in modalità di project financing con coinvolgimento di capitale privato, oltre che dalla dinamica del prezzo dei combustibili fossili, ma in ogni caso, la prima data utile per la realizzazione del progetto rimane il 2015.

(Fonti: Rinnovabili.it e Timesonline.co.uk)


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